Il 12 febbraio l’Ufficio delle Nazioni Unite contro la Droga e il Crimine (UNODC) ha presentato il rapporto sul traffico di esseri umani, definito come “moderna schiavitù” da Antonio Maria Costa, Direttore Esecutivo dell’UNODC. “Molti governi ne negano ancora l’esistenza. Vi è chiara mancanza di volontà non solo nel discutere il dramma in corso sotto i nostri occhi,” ha dichiarato Antonio
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Maria Costa, “ma c'è anche negligenza nel perseguirli penalmente. E’ aberrante aver bisogno di scrivere un Rapporto sulla schiavitù nel 21 secolo”.
L'Italia, come altri paesi europei, non è esclusa dal traffico di esseri umani e sistemi di schiavitù, che vedono coinvolti italiani e stranieri sia come fautori del crimine che come vittime. Il 91% delle vittime nel nostro paese è di origini straniere mentre il 9% sono italiani.
Un aspetto raccapricciante nella moderna schiavitù, emerso dai dati pervenuti per il rapporto, è lo sfruttamento sessuale, che è la forma più comune di traffico di esseri umani, e di cui il 79% riguarda le donne, sopratutto giovanissime. La seconda forma di traffico di esseri umani è il lavoro forzato (18%), ma questa seconda percentuale e’ considerata probabilmente inferiore rispetto alla realtà.
Non manca anche un altro aspetto molto vergognoso di questo “mercato”, quello riguardante i bambini, anch'essi bersaglio nel traffico mondiale del quale ne rappresentano quasi il 20%, ma in alcune regioni dell’Africa e nel delta del Mekong sono addirittura la maggioranza.
Se a questo si aggiunge che i criminali arrestati erano in maggioranza cittadini dei paesi dove l'arresto è avvenuto, anche se vi sono importanti casi di traffico a lungo raggio attraverso continenti e oceani, ci troviamo di fronte a persone che trafficano i propri connazionali! Questo conferma come i colpevoli cerchino di vincere la fiducia delle loro vittime ed usino le loro connessioni locali per minacciare ritorsioni contro i membri delle famiglie se le vittime resistono.
Gli sforzi per combattere questo “commercio” comunque non sono del tutto vani. Nel corso degli anni il numero di paesi che hanno intrapreso passi per perfezionare il primo accordo internazionale per contrastare la schiavitù - il Protocollo delle Nazioni Unite contro il Traffico di Esseri Umani (UN Protocol against Trafficking in Persons) – e’ raddoppiato, anche se sono ancora molti i paesi, particolarmente nel continente africano, che scarseggiano di strumenti legali per fronteggiare il problema in modo efficace.
Tutto ciò può sembrare sopraffacente. Ma qualcosa può essere fatto, e può essere fatto da ognuno di noi. L'attuazione della Dichiarazione Universale dei diritti umani può avvenire in varie forme. Molte persone ancora non conoscono i loro diritti fondamentali; se li conoscessero potrebbero attivarsi e farli valere o combattere maggiormente per ottenerne il loro riconoscimento. Richiedere che vengano insegnati nelle scuole e diffonderli tra i giovani, sono due importanti azioni per favorire la crescita del rispetto e della tolleranza. Si può diventare sostenitori di progetti o attività a difesa dei diritti umani. Inoltre per attuarli osserviamo bene dove cominciano i diritti umani.



